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Palasport, scontro aperto: per Bianchi (FdI) “piano sport vuoto”, Salis replica con numeri e debiti

Dopo il trasloco dell’amichevole Italia–Spagna di futsal a Campo Ligure, l’opposizione accusa la giunta di immobilismo. La Sindaca: usare il Palasport costa oltre 34 mila euro per 24 ore, ci sono 360 mila euro di arretrati ereditati e cantieri che impedivano l’allestimento tv

Il trasferimento all’ultimo dell’amichevole di calcio a 5 Italia–Spagna dal Palasport a Campo Ligure diventa un caso politico. La capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Alessandra Bianchi, parla di “piano dello sport” del sindaco Salis ridotto a «scatola vuota»: secondo l’opposizione, l’impianto sarebbe stato perfettamente idoneo a ospitare la gara, come già accaduto durante gli eventi di Genova 2024, e il dietrofront del Comune avrebbe prodotto una figuraccia con federazioni e tifosi. Nel mirino anche il mancato utilizzo del Palasport per i grandi eventi e le attività di base e l’attribuzione alla nuova amministrazione di investimenti legati a progetti avviati in precedenza.

Da Tursi arriva una controreplica basata su conti e vincoli logistici. La sindaca Silvia Salis spiega che l’apertura della struttura “così come ereditata” comporta oltre 34 mila euro (Iva esclusa) per 24 ore di utilizzo: più di 22 mila euro solo per conduzione termica ed elettrica e manutenzioni, a cui sommare i costi per posare il parquet e spostare le gradinate. Un quadro economico ritenuto incompatibile con eventi che hanno budget contenuti, come nel caso del futsal, e che ha inciso anche sulla scelta – analoga – di spostare il Trofeo Zita Peratti Special Olympics.

La prima cittadina aggiunge un capitolo contabile: in carico al Comune ci sarebbero oltre 360 mila euro (più oneri) di debiti pregressi nei confronti della società CDS per eventi svolti al Palasport tra novembre 2024 e luglio 2025, periodo della precedente amministrazione. Nello stesso arco temporale, alcune società sportive avrebbero ricevuto fatture per extra costi non preventivati.

C’è poi la questione dei cantieri. Per la gara della Nazionale, spiega l’amministrazione, risultava indisponibile il piazzale coperto – necessario alle emittenti televisive – a causa delle operazioni di abbattimento della copertura, interventi avviati nella fase precedente e tuttora in corso. Senza quello spazio, la messa in onda non sarebbe stata garantita.

La vicenda, dunque, si gioca su due piani: da un lato l’accusa politica di inerzia, dall’altro la ricostruzione tecnico–economica che motiva lo spostamento dell’evento con costi di esercizio fuori scala, pendenze pregresse e limitazioni operative legate ai lavori. In mezzo, il dato sportivo: il Palasport resta di fatto fermo per gli appuntamenti maggiori, mentre la città perde un’occasione di vetrina.

Il confronto promette di proseguire in aula: l’opposizione chiede un calendario e un modello di gestione che riportino il palazzetto in linea con grandi eventi e attività diffuse; la giunta rivendica il dovere di evitare spese insostenibili e indica in cantieri e conti il motivo del no alla partita.


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